di Adele Russo
Divulgare e parlare di arti e letteratura oggi è una sfida.
Non siamo qui per definire o teorizzare, ma per immaginare. Immaginiamo un mondo in cui tutto debba essere funzionale e perfetto. Un mondo in cui chi pensa e si interroga resta ai margini, mentre chi urla e agisce occupa il centro della scena. Dove la violenza è normalità e l’amore viene ridotto a promessa, a formula, a contratto.
Immaginiamo un mondo in cui studiare materie umanistiche sia considerato inutile, leggere autrici e autori del passato una perdita di tempo, suonare o dipingere qualcosa di improduttivo. Un mondo in cui le lingue si affidano alle applicazioni e la conoscenza smette di essere esperienza.
Immaginiamo una realtà in cui cinema e musica servano solo a evadere dal lavoro; in cui quadri, monumenti e sculture diventino strumenti di marketing. Dove scoprire culture equivalga a scorrere immagini e andare a teatro sia soltanto un’alternativa tra tante. Dove danzare e cantare vengano scambiati per esibizionismo e una fotografia per un semplice cheese. Immaginiamo una cultura affidata a chi non crede nei valori di ciò che insegna: senza passione, senza dialogo, senza esperienza.
Immaginiamo un mondo in cui essere donna significhi essere troppo sensibile, essere uomo troppo duro; in cui non riconoscersi in un genere voglia dire sentirsi sbagliat*; in cui il colore della pelle diventi giudizio e la solitudine venga confusa con la tristezza.
Immaginiamo un mondo che impone di apparire, brillare, accelerare, senza concedere spazio alla profondità, alla lentezza, all’oscurità, alla caduta, alla perdita.
Se questo mondo ci disturba, allora è tempo di immaginarne un altro: un mondo alla rovescia.
Un mondo in cui le arti siano vive, reali, necessarie. Un mondo in cui la letteratura sia resistenza, voce, luce. Trasformazione e cambiamento. Credere nel valore dell’arte significa credere nella speranza. E oggi la speranza è un atto rivoluzionario.
Quando l’arte perde valore, lo perdiamo anche noi. L’arte è la nostra preziosa vita interiore: il flusso invisibile che ci attraversa, i pensieri che chiedono di uscire, di essere detti, ascoltati. È ovunque, ci abita, ci precede. Ma spesso non la vediamo, distratti dalla velocità e dall’estetica artificiale.
Per accedere a questo mondo alla rovescia bisogna essere profondi: leggete(vi). Osservate(vi). Conoscete(vi). Dimostriamo che l’Italia non è un Paese gregge, ma una comunità di giovani audaci che, incompresi e manganellati, chiedono di essere visti. Non per disobbedienza, ma per ridimensionare il reale alle nuove esigenze generazionali. Scriviamo sui muri che hanno innalzato e tracciamo nuovi scenari senza confini.
Togliere l’arte al mondo significa tagliare il filo che ci lega oltre stereotipi e stigmi. L’arte è unione.
Abbiamo bisogno di chi osa: appassionati, sognatori, viaggiatori, curiosi. Di chi crede nell’istruzione al pensiero critico, nell’amore universale, nel rispetto della bellezza e del caos che ogni individuo custodisce. Divulgare l’arte oggi è una sfida enorme. Ma è anche l’unica arma che abbiamo. La più potente.
Questa è la sfida di NOS.
NOS è un’officina: uno spazio in cui il sapere cresce attraverso l’errore, la bellezza del diverso e la forza della riflessione.
Cresceremo, scriveremo, parleremo insieme.
Pronti?
C’est parti.