Articolo di Paola Laviola

Quando la rivoluzione messicana prese avvio, Frida Kahlo aveva da poco compiuto tre anni. Eppure, già nel corso della sua fanciullezza, Frida assistette alle rivolte del popolo. La rivoluzione messicana scoppiò nel 1910 e si concluse solamente sette anni dopo. Anno dopo anno, gli ideali della rivoluzione attraversavanonon solo ogni angolo della società, ma anche l’anima di Frida Kahlo. La rivoluzione segnò profondamente Frida, tale che lei – in quella parola – ci rivedrà, ci ritornerà e troverà rifugio dal dolore. Frida Kahlo era nata insieme alla rivoluzione messicana.
Si avvicinò all’arte a seguito del tragico incidente in autobus, avvenuto il 17 settembre del 1925. Quell’incidente le provocò un radicale cambiamento del corpo. L’arte divenne la sua terapia e il corpo divenne protagonista del racconto. Così, nel 1925 diventa la rivoluzione diventa simbolo della sua speranza e rinascita. Grazie all’arte sopravvive e, opera dopo opera, il suo linguaggio artistico si rafforza. In seguito al tragico incidente Frida Kahlo entra in contatto con la politica e incontra Diego Rivera. Nel 1928 Frida si iscrisse al partito comunista messicano e divenne partecipe alla vita politica del paese. Durante la sua adesione alla vita politica, le opere di Frida Kahlo cambiano soggetto. Frida Kahlo non illustra solamente il dolore interiore, ma inizia a illustrare la politica. Difatti, la sua arte diventa uno spazio in cui il suo dolore e la sua esperienza politica si intrecciano. In quello spazio Frida non include solo elementi relativi al dolore fisico e psicologico, ma anche inerenti al Messico e al comunismo.
In opere come Ospedale Henry Ford e la colonna spezzata illustrafortemente il dolore fisico e psicologico, causato dall’incidente.
Nell’opera Ospedale Herny Ford si percepisce l’urgenza di Frida Kahlo nel raccontare un episodio struggente: la perdita del bambino. Al centro del quadro compare un letto volante, che ospita Frida sofferente e il viso rigato di lacrime. Dal suo corpo nascono dei fili rossi, che simboleggiano il legame tra gli esseri viventi e le anime appena morte. Ogni filo regge un elemento, che rimanda alla vita o alla morte: lumaca, ventre, feto e orchidea. In questa opera Frida Kahlo esprime liberamente, senza pudore, il suo più grande dolore A seguito dell’incidente, Frida ha un corpo sofferente. Nonostante ciò, elabora questa sofferenza per mezzo dell’arte.
Nell’opera la colonna spezzata ritorna nuovamente il tema del corpo sofferente. Frida Kahlo ha il viso rigato di lacrime e il suo corpo è attraversato da una colonna e suo lenzuolo compaiono numerosi chiodi. Nelle sue opere racconta come il dolore, spesso, ferisce il corpo, lo trasforma. Dunque, l’arte è uno spazio terapeutico, in cui Frida ritrova costantemente la forza di vivere.
Nella sua vetrina artistica Frida Kahlo racconta anche un altro corpo: quello politico. In queste opere ritorna il tema della rivoluzione e del suo significato. La rivoluzione non attraversa solo le strutture della società, ma anche le menti e le anime popolari. Negli ideali rivoluzionari molti ritrovano la fiducia e anche una forte speranza. Nell’opera il marxismo guarirà gli infermi Frida illustra questa speranza e questa fiducia. Nuovamente si posizione al centro del quadro, ma il protagonista è un altro: il comunismo.
Alle spalle di Frida si trova Karl Marx, che regge il corpo sofferente di Frida Kahlo. Karl Marx non è solo il padre del comunismo, ma anche il luogo in cui ritrovare la fiducia. Questo suggerisce Frida Kahlo. Difatti, Frida Kahlo ritrova la speranza e la rinascita negli ideali del comunismo e anche nei leader. Proprio per questo, Frida non piange più. Si racconta che dopo la realizzazione di tale quadro Frida dichiarò “Per la prima volta, non piango più”.
In realtà, questo non è l’unico quadro politico realizzato da Frida Kahlo Durante la sua breve permanenza negli stati uniti, Frida Kahlo non era felice. All’interno della società americana, nonché riflesso del capitalismo, Frida si sentiva scomoda. Ed è per questo, che realizzò il quadro ‘’il mio vestito è appeso là’’, in cui Frida critica gli stati uniti, mostrando sempre il suo amore per il Messico. Questa volta Il soggetto del quadro è la forte critica al capitalismo, incarnata dall’abito tehuana, che simboleggia la cultura messicana. L’aspetto considerevole è come appare l’abito: appeso su un filo collegato tra due grattacieli, simboli di New York. Al di sotto dell’abito
Compaiono tante donne in marcia: simbolo di protesta. Quindi, indirettamente, Frida comunica che il suo soggiorno negli stati uniti è momentaneo e che la sua anima ha pace solo in Messico.
Nelle sue opere Frida Kahlo racconta il suo dolore e ci spiega come la rivoluzione non sia qualcosa che attraversa solo la società, ma anche l’anima delle persone. Le sue opere diventano uno spazio per raccontare un corpo sofferente, cui ferite si risanano non solo attraverso l’arte, ma anche attraverso gli ideali rivoluzionari.